Sonno e Sessualità. Interazioni e correlazioni disfunzionali.

Vi siete mai fermati a pensare a quante e quali similitudini esistano tra sonno e sesso?

A cosa hanno in comune … a parte il letto?

Innanzi tutto sono due bisogni fisiologici di base. Sono due attività fisiologiche importanti per la nostra omeostasi. Entrambe possono dare un temporaneo stato di incoscienza. Inoltre, come i problemi sessuali anche i disturbi del sonno aumentano con l’età.

Una prova della profonda relazione tra sonno e funzione sessuale è data dalla tumescenza notturna del pene. La tumescenza notturna peniena (SRE) è un fenomeno naturale e involontario che si verifica in genere durante il sonno REM (Karre). Conseguentemente, poiché qualunque alterazione del sonno REM impatterà sugli SRE avremo che, ad esempio, gli SRE, al pari del sonno REM, che è età correlato (si riduce con l’avanzare dell’età) tenderanno a diminuire a causa dell’invecchiamento piuttosto che per problemi organici o psicogeni.

Sesso e sonno hanno talmente tante cose in comune da essere mutualmente influenti.

Questo significa che come la qualità del sonno determina la qualità della funzione sessuale così la qualità della funzione sessuale determina la qualità del sonno.

Procediamo per gradi!

Ottenere un sonno sufficiente è importante per la promozione del desiderio sessuale e di una sana risposta genitale. 

Recenti studi indicano che i disturbi del sonno possono essere annoverati tra i fattori di rischio per la funzione sessuale (Scegli JW., et al., 2018).

Insonnia, Apnea Ostruttiva del Sonno, disturbi del lavoro a turni, la sindrome delle gambe senza riposo, etc., sono tutti disturbi del sonno spesso associati a disturbi del desiderio e dell’eccitazione sessuale e dell’orgasmo, disfunzione erettile e ad altri problemi urologici (Scegli JW., et al., 2018).

Partiamo da uno dei sintomi più diffusi, l’insonnia.

Sono numerosi gli studi che evidenziano una connessione significativa tra gravità dell’insonnia e funzione sessuale (Lee Smith, 2019; Seehuus M,et al., 2018; Scegli JW., et al., 2018; Kalmbach DA, 2015; Budweiser S, 2009). 

È stato dimostrato che, indipendentemente dall’età, un sonno insufficiente causa una riduzione dei livelli di testosterone (Scegli JW., et al., 2018) con conseguente riduzione della libido e problemi erettili. Il testosterone ha un ritmo diurno di produzione, che inizia a salire all’inizio del sonno e raggiunge il picco durante il primo periodo di sonno REM. L’insonnia cronica o la restrizione cronica del sonno comportando una frammentazione del sonno REM causano una riduzione dei livelli di testosterone a scapito dell’erezione.

Comprenderete che se già la sintesi del testosterone tende a diminuire con l’età (dai 30 anni in poi) l’assommarsi dello “sfasamento” del sonno può solo impattare negativamente sulla funzione sessuale, compromettendo l’appetito sessuale e predisponendo la persona a future défaillance erettili.

Numerosi studi hanno dimostrato un’alta incidenza di disfunzione erettile tra i pazienti con Apnea Ostruttiva del Sonno, che vanno dal 47,1% all’80,0% (Scegli JW., et al., 2018; Budweiser S, 2009), evidenziando nella gravità dell’OSA un fattore importante nello sviluppo della disfunzione erettile.

Parimenti, nella donna, la breve durata del sonno e la scarsa qualità del sonno portano ad una scarsa risposta sessuale caratterizzata da difficoltà di eccitazione ed orgasmica (Lee Smith, 2019; Kalmbach DA, 2015) fino a ridurre significativamente l’attività sessuale. Di contro sembra che le donne con una durata media del sonno più lunga hanno un maggior desiderio sessuale e un’eccitazione genitale migliore rispetto alle donne con una durata media del sonno più breve (Kalmbach DA, 2015).

Quindi un buon sonno è necessario per una buona salute sessuale ma è anche vero che una buona sessualità migliora la qualità del sonno.

Che il sesso fa bene al sonno lo dimostra il fatto che il rilascio di dopamina durante il climax comporterebbe una riduzione del corollario sintomatologico (fitte, formicolii e movimenti involontari degli arti inferiori) tipico della sindrome della gamba senza riposo. 

E’ pure innegabile che “dopo” l’amore si dorme meglio! La fase di risoluzione della risposta sessuale associandosi al rilascio di ossitocina e serotonina spesso favorisce l’addormentamento. Inoltre, il rilascio delle endorfine regolando il nostro umore, limita l’impatto che gli stressor giornalieri hanno su di noi, e sulla qualità del nostro sonno. 

Di contro, capita che, un’attività sessuale troppo vigorosa ed eccessivamente stimolante o insoddisfacente che non raggiunga sollievo dal punto di vista orgasmico e che quindi mantenga alti i livelli di dopamina e noradrenalina circolanti, possa inibire il sonno.

L’orgasmo e l’eiaculazione possono anche attivare uno stato di eccitazione psichica che non si spegne con la detumescenza del pene alterando la struttura del sonno ed in particolare la fase del sonno profondo.

Può anche accadere che il sesso intruda durante il sonno frammentandolo. Ne è un esempio il “sogno bagnato”. Quel sogno, cioè, di natura erotica accompagnato da erezione, che a volte portano a polluzioni notturne, lubrificazione genitale e orgasmo. Nel caso della sexsomnia (parasonnia non REM) invece, il sesso non viene sublimato ma agito nella masturbazione o nel rapporto sessuale senza che ci sia controllo, consapevolezza e ricordo dell’azione da parte della persona.

Anche fenomeni come la disforia postcoitale, il sentirsi triste dopo il sesso, possono incidere negativamente sul sonno.

La qualità del sonno influisce notevolmente su tutto il nostro sistema, intervenendo a volte anche in modo negativo sulla sessualità e viceversa.

Va da se che in un rapporto di bidirezionale influenza tra il sonno e il sesso, l’andamento dell’uno può migliorare o inficiare la prestazione dell’altro.

Conseguentemente, alla luce di quanto riportato, una cattiva qualità del sonno può impattare negativamente sulla sessualità, così come una povera o insoddisfacente o, paradossalmente altamente stimolante e quindi soddisfacente attività sessuale può impattare negativamente sulla fase di addormentamento e sul sonno depauperandolo o inibendolo.

dr.ssa Anna Carderi

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