sesso cibo e cervello

Sesso, Cibo e Cervello

Cibo e sesso hanno la stessa localizzazione cerebrale, gli stessi circuiti neuroendocrini, gli stessi ormoni che li controllano.

Vengono stimolate le stesse molecole del cervello.

Pur essendo due bisogni fisiologici di base indispensabili alla sopravvivenza, propria e della specie il cibo e il sesso non rispondono solo alla necessità fisiologica del nutrimento, entrambi sono fonte di gratificazione e appagamento personale.

Il legame tra sesso e cibo è talmente stretto che il sesso, l’intimità e l’amore, al pari del cibo riempiono e consolano, colmando il nostro atavico bisogno di relazione e unione e facendoci sentire a tal punto bene che lo stesso cibo perde di interesse.

Similmente, il cibo può assumere una valenza sostitutiva nel momento in cui, ad esempio, perdiamo il nostro oggetto d’amore. Il mangiare diventa così un atto consolatorio che lenisce i sentimenti di rifiuto e di abbandono.

Pertanto se non soddisfiamo l’appetito dei sensi, il desiderio si sposterà sull’appetito di cibo!

Il potere di questo connubio è talmente forte da aver esacerbato l’idea che alcuni alimenti possano condizionare la risposta sessuale e stimolare desiderio ed eccitazione sessuale.

Sono i cibi dell’amore … gli afrodisiaci.

Ma quali sono i tanto osannati cibi afrodisiaci.

Tra i cibi afrodisiaci vanno annoverati alcune spezie come anice e noce moscata, cacao e cioccolato, peperoncino, zenzero, asparagi, avocado, ostriche, crostacei e caviale, champagne e alcol, solo per citarne alcuni.

Ma i cibi afrodisiaci funzionano veramente?

Nonostante questa diffusa convinzione “afrodisiaca” di questi cibi i risultati della maggior parte degli studi scientifici non supportano l’evidenza dei loro tanto decantati effetti afrodisiaci.

Il vero punto di forza di questi cibi è la percezione nell’immaginario comune, vale a dire se si ritiene che siano afrodisiaci lo diventeranno, quasi per un effetto placebo!

Chi si convince da solo si convince prima e meglio!

Numerose ricerche scientifiche hanno infatti dimostrato che il potere afrodisiaco di determinate sostanze o alimenti sarebbe legato soltanto ad un fenomeno di suggestione psichica.

Dal punto di vista farmacologico non esistono dati certi che ne provino l’efficacia.

La storia etnomedica evidenzia come l’uso di rimedi naturali come Citrullin, Ginkgo Biloba, Ginseng, Maca, Damiana, Griffonia, etc., possa avere effetti migliorativi sulla funzione sessuale andando però solo ad integrare la terapia sessuale e farmacologica vera e propria orientata più fattivamente alla risoluzione del sintomo sessuale.

Gli effetti afrodisiaci di questi alimenti sostanzialmente sono da attribuire alla loro “fama” e alle aspettative sessualmente stimolanti connesse alla loro assunzione più che ai reali effetti.

È la situazione, la persona e lo stato psicoaffettivo in cui ci troviamo il reale stimolante sessuale.

Gli afrodisiaci possono contribuire ad aggiungere solo un pò di pepe e complicità ad una piacevole serata con la persona, soggetto dei nostri desideri sessuali più reconditi.

Importanza va data più che al cosa può essere afrodisiaco, al come renderlo afrodisiaco.

L’atmosfera giusta, alimentata da un gioco di sguardi, ammiccamenti e sfioramenti, mentre magari si cucinano insieme i cibi dell’amore, nutre l’eccitazione e riduce l’ansia, aumentando, al pari del peperoncino e del cioccolato, la pressione sanguigna, favorendo così l’attivazione dell’ossido nitrico, fondamentale per l’erezione, e attivando la produzione di feniletilamina, l’amina del benessere, contenuta in natura nel cioccolato e nel vino, preparandoci a puntino per il dopo cena.

Oltre ad un’alchimia di sapori odori e luci se proprio vogliamo sedurre…vestiti sexy, trasparenze, corpi semi nudi, muscoli in evidenza, sono un cocktail neuroendocrino esplosivo di strumenti che noi, animali senza piume né criniere, possiamo usare per sedurre l’altro in una, lunga o breve che sia, danza del corteggiamento.

Visto che molti problemi sessuali derivano dall’insicurezza, ben vengano le sostanze naturali che danno, per la loro “fama”, una spinta in più….

Dr.ssa Anna Carderi

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