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Ago 30

Malattie Sessualmente Trasmesse (MST)

malattie sessualmente trasmesseRapporti sessuali sempre più precoci e occasionali uniti allo scarso utilizzo di metodi di profilassi come l’uso del condom e una educazione sessuale corretta sono alla base dell’aumento dell’incidenza delle Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) nei giovani.

Per molti Infatti, giovani e meno giovani, secondo una recente ricerca dell’ associazione andrologi (ASSAI), queste malattie esistono ma non tutti sanno (38% ) che HIV ed Epatite B-C, si trasmettono anche con i rapporti sessuali, a distanza di mesi.

Quindi, se nei giorni successivi ad un rapporto sessuale a rischio, cioè non protetto e con partner occasionale si manifestano sintomi come bruciori e difficoltà della minzione, vescicole, secrezioni, dolori, arrossamenti  o prurito ai genitaliè possibili che abbiate contratto una  malattia sessualmente trasmessa  la cui origine potrà essere batterica, virale, micotica (candida) e protozoaria (trichomonas vaginalis).

La più frequente delle quali è la Clamydia! Causa di cistiti, secrezioni vaginali e prurito nella donna; secrezioni biancastre,  bruciori e irritazione uretrali nell’uomo. In entrambi può essere causa di infertilità e  interessare occhi, articolazioni e polmoni.

Più pericolose le infezione da papilloma virus (HPV): le specie 6 e 11 determinano delle escrescenze di  carne, cioè i condilomi (o creste di gallo), localizzati al pene, uretra, regione perianale e scrotale,  vulva con rischio di tumore agli organi genitali, ma anche dell’orofaringe, mentre i tipi  16 e 18 sono responsabili del tumore al collo dell’utero.

Importante dunque “la tipizzazione” del virus e non soltanto la bruciatura (DTC) della lesione. Intanto sarebbe auspicabile che , anche in tempo di spending review, la vaccinazione, come in America, fosse estesa al maschio in quanto curare è più dispendioso che prevenire.

Tra le infezioni virali quella da Herpes genitale e labiale si manifestano dopo 4-5 giorni dal contagio  con piccole vescicole, che confluiscono a grappolo e tendono a recidivare ogni qualvolta si verifichi un abbassamento delle difese immunitarie.

Frequente risulta anche l’infezione batterica da Neisseria Gonorrea: dopo una incubazione di 2-10  giorni, il batterio provoca secrezioni giallastre, maleodoranti, febbre, difficoltà ad urinare.  Nelle forme croniche si riscontrano stenosi dell’uretra e infertilità.

Da non sottovalutare sono le  infezioni da Mycoplasma Hominis e Genitalis, ureplasma ureoliticum: tutti determinano  uretrite non gonococcica con bruciori a riposo e durante la minzione.

Sorprendentemente, la sifilide, seppur con casi sporadici, continua a colpire manifestandosi dopo 2-6 settimane dal contagio con una ulcerazione  dei genitali (sifiloma primario), successive eruzioni pustolose al corpo (sifiloma secondario) e infine la  diffusione del batterio treponema pallidum al cervello (neurolue). Per questo la terapia antibiotica (penicillina) dovrà essere tempo.

                                                                                                                                                dr. ssa Anna Carderi