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Ago 03

Body Accessing-cues Gesture Eye-moviments Language patterns Model e Sistema Rappresentazionale

intervento di supervisioneComunicare sembra facile… perché lo facciamo in automatico con espressioni e postura, parole e silenzi, emozioni e sentimenti.

Comunicare, invece, implica meccanismi precisi e abilità specifiche che né la famiglia né la scuola ci hanno mai insegnato e stimolato a sviluppare.

Per facilitare l’interazione ed entrare in contatto con l’altro dobbiamo saper cogliere il Sistema Rappresentazionale che la persona usa. Le capacità comunicative e di relazione inerpersonali rappresentano una delle abilità più importanti che possiamo sviluppare.
Un aiuto ci arriva dal modello Body Accessing-cues Gesture Eye-moviments Language patterns (B.A.G.E.L.)

Tutti i comportamenti umani hanno una valenza comunicativa di interazione.
Watzlawick afferma nel primo dei 5 assiomi della comunicazione che non si può non comunicare.
ComunichiAmo sempre! Ogni nostra azione e non azione corrisponde ad un comportamento e quindi ad un atto comunicativo.
In ogni nostra azione trasmettiamo al nostro interlocutore emozioni e sensazioni.
Noi siamo un sistema in relazione … sempre!
Una tendenza innata attuata attraverso specifici canali rappresentazionali (visivo, auditivo e cenestesico) attraverso cui ognuno di noi in modo preferenziale si relazione all’altro e al mondo.
Conoscere quale sia il canale rappresentazionale preferenziale della persona ci consente di comunicare e relazionarci prima, meglio e più efficacemente.

Per individuare il sistema rappresentazionale che la persona usa per entrare in contatto con il mondo e per prendere informazioni dal mondo possiamo utilizzare il modello B. (body) A. (accessing-cues) G. (gesture) E. (eye-moviments) L. (language patterns).
Il modello evidenzia come, quando si pensa o si apprende, si assumano atteggiamenti corporei abituali (Body) e si innescano reazioni inconsce e non verbali associate a determinati segnali di accesso come il ritmo respiratorio, espressioni facciali, schiocco delle dita o sfregamento delle mani (Accessing-cues).
Le persone inoltre compiono dei gesti o toccano gli organi di senso che stanno usando per pensare (Accessing) e persino la direzione dello sguardo è vincolata al tipo di pensiero messo in atto (Eye-moviments).
Quando parla, la persona usa, altresì, determinati predicati rappresentazionali di tipo visivo, auditivo o cenestesico.

Qual è il tuo canale rappresentazionale preferenziale?
Sei una persona “visiva” …. “auditiva” … o “cenestesica” ?
Scopriamolo insieme!
Ripensa a cosa hai mangiato oggi a colazione. E ora dimmi … dove divergono i tuoi occhi?
Verso l’alto … si muovono sull’asse mediano … oppure divergono in basso a destra?
Se, ad esempio, gli occhi si muovo sull’asse mediano il canale preferenziale è quello auditivo, se divergono in basso a destra è cenestesico, se vanno verso l’alto alla Mimmo di Carlo Verdone il S.R. è visivo.

Il Sistema Rappresentazionale non è individuabile solo attraverso la direzione che assume lo sguardo nel processo di rievocazione. Informazioni si ottengo anche dal modello linguistico assunto. L’uso di predicati specifichi identificano e specificano il proprio sistema rappresentazionale.
Così se sei una persona visiva quando parli userai precisi predicati che ti identificano come vedere, guardare, visione, chiaro, limpido, immagine, nebuloso, mettere in luce, mostrare. Predicati che nei cenestesici si esplicitano come afferrare, toccare, sensazione, solido, pesante, palpabile, spinoso, collegare, spostare e negli auditivi come sentire, ascoltare, mettere in luce, mostrare, clamoroso, parola, chiassoso, scatta un allarme, raccontare.

Anche segnali di accesso come il tono e il ritmo della voce, piuttosto che la mimica facciale o il tipo di respirazione sono precisi indicatori rappresenzazionali. Se il tuo canale è quello auditivo la tua respirazione è diaframmatica e il tono e il ritmo della voce fluttuanti. Differentemente, una respirazione superficiale e un tono e ritmo della voce più elevato ti contraddistinguerebbero come una persona visiva o al contrario come cenestesica.

A completamento del modello B.A.G.E.L., i gesti e la postura ti scoprono come visivo se nell’interazione tocchi o indichi gli occhi, la schiena è appoggiata, la testa e le spalle sono dritte o incurvate. Invece, gesti come toccare o indicare le orecchie, muovere le mani vicino alle orecchie, toccare la bocca o la mascella unitamente al corpo proteso in avanti, testa eretta, spalle all’indietro e braccia conserte ti tradiscono come auditivo. Mentre il toccare l’area del torace e dello stomaco e tutti i gesti compiuti al di sotto del collo, testa e spalle abbassate e respirazione addominale fanno di te una persona che nel rapportarsi al mondo usa più propriamente un canale rappresentazionale di tipo cenestesico.

Comprendere il proprio stile rappresentazionale preferenziale ci consente di consapevolizzare le nostre capacità in modo da trarne il massimo vantaggio e colmare eventuali lacune.
Ad esempio la lentezza nell’apprendere i concetti tipica delle persone cenestesiche può essere ovviata sviluppando la memoria fotografica e quindi dando più spazio al canale visivo. L’eccessiva gestualità del visivo può essere mitigata attraverso il cenestesico (movimenti lenti) così come l’essere prolisso dell’auditivo può essere moderato usando la capacità di sintesi visiva.

Comprendere l’altrui stile rappresentazionale preferenziale crea i fenomeni di rapporto, fiducia e influenza.
Per cui un messaggio, verbale o non verbale che sia, sarà univoco e svilupperà la sua massima efficacia solo se soggettivato al canale conoscitivo e comunicativo dell’altro.
Ciò significa che comunicherò per immagini, in modo sintetico e diretto evitando troppi particolari nel caso di una persona “visiva”, evitando il contatto visivo prolungato e un tono di voce troppo alto se voglio relazionarmi con un auditivo o troppo formale o manipolativo con un cenestesico.

Conoscere gli stili rappresentazionali facilita la comunicazione e la relazione, ci consente di rispondere con soluzioni mirate a esigenze pratiche e di confrontarci in modo rilassato, empatico ed efficace.

Dr.ssa Anna Carderi