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Set 27

Dispareunia: aspetti biologici, relazionale e psicosessuali

dispareunia carderiCon il termine dispareunia si indica un ricorrente o persistente dolore genitale prima, durante o dopo un rapporto sessuale.

Il disturbo può verificarsi sia negli uomini che nelle donne. Nelle donne il dolore può essere descritto come superficiale durante la penetrazione o come profondo durante le spinte del pene. L’intensità dei sintomi può variare da una lieve sensazione dolorosa ad un dolore intenso. Le persone con dispareunia solitamente richiedono un trattamento solo quando l’anomalia gli causa notevole disagio o difficoltà interpersonali.

Nella dispareunia il dolore coitale ha una base organica quasi sempre presente – difficile da individuare in quanto l’esame obiettivo caratteristicamente non mette in evidenza anomalie genitali – su cui si struttura una reattività psicologica negativa che da luogo ad una conseguente anticipazione negativa che progressivamente inibisce l’attività sessuale stessa. La ripetuta esperienza di dolore genitale durante il coito può causare l’evitamento delle esperienze sessuali, la compromissione delle relazioni sessuali esistenti o limitare lo sviluppo di nuove relazioni sessuali.

La dispareunia colpisce il 12-15% delle donne in età fertile.

Il disturbo riconosce una multifattorialità di cause mutuamente interagenti di tipo biologico, psicosessuale, relazionale.

Cause biologiche

Nella donna la dispareunia, distinta in dolore durante la penetrazione, durante l’atto sessuale e in concomitanza dell’orgasmo, può essere imputata a numerose condizioni cliniche ginecologiche o urologiche (patologie labiali, infezioni, traumi, rigidità imenale, problemi clitoridei, lesioni, fimosi, infiammazioni, vaginismo, inadeguata lubrificazione, vulvovaginiti – da monilia, trichomonas, herpes, ecc., cisti e infezioni a carico delle ghiandole di Bartolini, cicatrici chirurgiche, uretriti, cistiti, malformazioni vaginali, malattie infiammatorie pelviche, endometriosi, retroversione uterina, patologie ovariche – cisti, tumori, ecc. –, congestione pelvica, dispareunia parapelvica, complicazioni dell’IMD, contrazioni uterine, spasmi addominali, angina da sforzo, papillomavirus vulvare, ipertono e mialgia tensiva del pavimento pelvico). Può essere dovuta anche all’assunzione di farmaci.

La dispareunia nell’uomo, a seconda del momento di comparsa del dolore, può verificarsi durante l’erezione, in concomitanza della penetrazione o durante l’eiaculazione. Nell’uomo le cause frequentemente sono di tipo urologico, per cui occorre raccogliere una storia accurata del disturbo e dell’attività sessuale, ed eseguire un attento esame obiettivo e numerose indagini laboratoristiche.

Le condizioni cliniche associate a dispareunia sono malformazioni peniene: fimosi, parafimosi, balaniti, traumi precedenti, malattia di Peyronie, incordatura, cancro del pene; lesioni dermatologiche cutanee: herpes, scabbia, eczema, abrasioni traumatiche, tromboflebiti, uretriti (non specifiche, gonococciche, traumatiche, ecc.) e altre patologie uretrali, da sostanze chimiche, prostatiti (batteriche, congestizie), infiammazione delle vescicole seminali, epididimiti, ernia inguinale, spasmo cremasterico, dolore testicolare (orchiti, tumori, traumi, etc.), etc.

Cause psicosessuali

Può esserci comorbidità con altre patologie sessuali come il vaginismo, disturbo del desiderio e dell’eccitazione e disturbo dell’orgasmo. Spesso nella storia delle pazienti si ritrovano abusi, molestie, disturbi affettivi, depressione e ansia.

Cause relazionali

Qualora siano state escluse componenti organiche, bisognerà  valutare le possibili cause psicologiche che possono contribuire al persistere e all’aggravarsi della percezione del dolore e al peggioramento del disturbo e il significato ad esso associato.

Esse sono rintracciabili nella mancanza di intimità affettiva, conflitti coniugali abusi fisici e psicologici da parte del partner, preliminari inadeguati, insoddisfazione sessuale, problemi sessuali del partner… il disturbo è frequente in donne con una storia di violenza o di abusi sessuali subiti in età infantile.

Conflitti sessuali inconsci e pregiudizi possono essere all’origine di un dolore che assume spesso l’aspetto di un sintomo di conversione. Fra i pregiudizi più diffusi di particolare importanza appaiono quelli su base religiosa. L’impatto della religione sulla nostra cultura ha infatti prodotto diverse convinzioni, fra le quali l’idea che là dove c’è sesso c’è peccato e colpa; che tutte le forme di comportamento sessuale sono sospette e che sono permesse solo in funzione della riproduzione; che la sessualità è di per sé una trappola, carica di pericolo rituale e personale e che la sofferenza, l’autoavvilimento e l’astinenza sono elogiabili, desiderabili ed indici di valore morale [Confort, 1979].

Inoltre, la dispareunia, al pari di altre disfunzioni sessuali, può avere come causa diverse patologie psichiche maggiori quali depressione, schizofrenia, disturbi ossessivi, etc.

Nel trattamento della dispareunia il clinico, deve tenere presenti tutte le possibili cause eziologiche e richiedere l’intervento di altri specialisti quali il ginecologo, l’andrologo e il sessuologo. Occorre affrontare correttamente il problema per impedire il cronicizzarsi di una situazione che porterebbe, inevitabilmente, al fallimento della vita di coppia e valutare le caratteristiche e la localizzazione del dolore, nonché le capacità di tolleranza della paziente, il momento in cui il dolore insorge, le posizioni in cui è più frequente, le eventuali malattie ginecologiche preesistenti.

Dal punto di vista psicosessuologico l’intervento, che prevede anche il coinvolgimento del partner, è mirato a ridurre il dolore e a migliorare la funzione sessuale. A tal fine è il lavoro si focalizza sulla riduzione della paura di provare dolore durante il rapporto e sull’eliminazione dei fattori psicologici associati quali condizionamenti negativi, elementi fobici, etc. Utili strumenti sono gli esercizi vaginali volti alla conoscenza della muscolatura vaginale, alla desensibilizzazione verso la penetrazione e a sviluppare il controllo volontario, l’uso di fantasie guidate  e di induzioni ipnotiche.

 dr.ssa Anna Carderi