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Ago 26

Fitoterapici e integratori. Il ruolo dei rimedi naturali nel trattamento della disfunzione erettile.

fitoterapici e disfunzione erettileLa disfunzione erettile consiste nella marcata difficoltà nell’ottenere o/e mantenere un’erezione adeguata al completamento dell’attività sessuale (Biondi M, 2014).

Una difficoltà, ben conosciuta da circa il 12,8% degli italiani, che licita nella persona un notevole disagio tanto da impattare sulla sua qualità di vita in generale, provocando perdita dell’autostima, ansia e depressione.

La disfunzione erettile può avere un’origine organica, psicologica o essere dovuta ad entrambe.

Dal punto di vista organico, la funzione erettile può essere compromessa dall’uso di fumo, alcool, droghe e psicofarmaci.

Come anche da deficit ormonali: ne sono un esempio il calo del testosterone o l’aumento della prolattina.

Ne possono essere responsabili la presenza di traumi spinali, lesioni neurologiche dovute a cancro alla prostata, vescica e retto o malattie come il diabete, l’Alzheimer ed il Parkinson.

Inoltre, la disfunzione erettile organica dipendendo anche da alterazioni che interessano le arterie, nel 77% dei casi rappresenta la spia di possibili patologie cardiovascolari.

Nel caso non si riscontrino cause organiche va considerato il ruolo di quei fattori psicologici che possono interferire negativamente sull’erezione bloccando il desiderio e l’elaborazione di fantasie sessuali eccitanti.

Traumi, ansia, stress e depressione la fanno da padrone.

Ecco che la perdita di sicurezza, l’ansia da prestazione o l’ansia performativa e la paura dell’insuccesso, come pure lo scarso o eccessivo coinvolgimento emotivo o i conflitti di coppia diventano il peggior nemico dell’erezione (Carderi A. 2014).

Indipendentemente dal fatto che la disfunzione erettile abbia cause organiche o psicologiche, studi scientifici sull’attività delle sostanze naturali nel trattamento delle stessa riportano come il ricorso a fitoterapici ed integratori può essere un valido coadiuvante di integrazione alla terapia farmacologica e sessuologica della disfunzione erettile (HK et al., 1995; Campos AR., et al., 2003; Cherdshewasart W  et Nimsakul N, 2006; Makarova MN., et al., 2007; Chauhan NS. et al. 2007; Wang X.,et al., 2009; Murphy LL., et al., 2010; Nair R et al., 2012;  Kim SD et al., 2013; Chauhan  NS et al., 2014; Dording CM  et al, 2015).

Gli studi sulla funzione erettile condotti su animali da laboratorio hanno preso in esame gli effetti del Ginseng Rosso (Choi HK et al., 1995; Murphy LL et al, 2010; Nair R et al., 2012; Kim SD et al., 2013), avvalorando che sia le forme di ginseng asiatiche sia quelle americane migliorano la libido e le prestazioni copulatorie.

Questi effetti potrebbero non essere dovuti a cambiamenti nella secrezione ormonale, ma agli effetti diretti del Ginseng o dei suoi componenti ginsenosidi sul sistema nervoso centrale e sui tessuti gonadici.

Infatti, ci sono prove che i ginsenosidi possono facilitare l’erezione del pene inducendo direttamente la vasodilatazione e il rilassamento dei corpi cavernosi del pene.

Inoltre, gli effetti del Ginseng sui corpi cavernosi sembrano essere mediati dal rilascio e/o dalla modificazione di ossido nitrico dalle cellule endoteliali e dai nervi perivascolari (Murphy LL., et al., 2010).

Il trattamento con il Ginseng sembra inoltre diminuire la secrezione di prolattina. Gli autori hanno anche suggerito un effetto diretto del Ginseng rispetto all’ossido nitrico a livello dell’ipofisi anteriore. Questi studi, seppur condotti sugli animali, conferiscono un crescente supporto all’uso del Ginseng nel trattamento della disfunzione sessuale e forniscono una certa evidenza del ruolo dell’ossido nitrico nel meccanismo di azione del ginsenoside (Wang X.,et al., 2009; Murphy LL., et al., 2010).

Per le sue proprietà vasodilatatorie, anche il Ginko biloba sembra essere un rimedio naturale per la funzione erettile.  Yeh in uno studio del 2008 ha dimostrato, sempre nei ratti, un aumento della frequenza dei rapporti sessuali, della libido ed una forte riduzione della concentrazione ematica di prolattina (l’antagonista del Testosterone).

Altresì, il Ginkgo Biloba sembra coadiuvare a mantenere uno dei maggiori antagonisti del Testosterone, il Cortisolo, l’ormone dello stress, all’interno del range di controllo.

Per queste sue peculiarità e soprattutto per alla sua capacità di apportare un incremento significativo dell’Ossido Nitrico il Ginkgo Biloba risulta essere un buon integratore per la funzione erettile.  L’Ossido Nitrico (chiamato anche Monossido di Azoto) infatti è fondamentale per l’erezione, agendo come inibitore della muscolatura liscia dei corpi cavernosi del pene, che possono così essere irrorati in modo efficiente dal flusso sanguigno raggiungendo così il turgore necessario all’espletamento dell’atto sessuale.

Nel trattamento della DE risultati incoraggianti, sebbene meno efficaci dei classici farmaci inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5 (tadalafil, vardenafil, sildenafil, avana fil, etc.), si ottengono anche dall’integrazione della Citrullina (Cormio L et al., 2011).

Il razionale d’impiego dell’amminoacido L-citrullina nel trattamento della DE deriva dalla sua conversione metabolica in arginina, amminoacido semiessenziale coinvolto nella sintesi di ossido nitrico (NO). A livello penieno, attraverso la stimolazione dell’enzima guanilato ciclasi, l’ossido nitrico produce una vasodilatazione aumentando il turgore dei corpi cavernosi e concorrendo in maniera determinante all’erezione del pene (Schwedhelm E et al., 2008).

Concludendo, sebbene la storia etnomedica evidenzi come l’uso di rimedi naturali abbia effetti migliorativi sulla funzione erettile lo stato dell’arte per il trattamento dei disturbi sessuali in associazione ad integratori e fitoterapici è limitato dall’esperienza, dalla ricerca e dalle pubblicazioni scientifiche in essere spesso carenti nei dati e nei risultati, seppur emergenti, sull’efficacia del trattamento nel ristabilire un’adeguata funzione erettile e conseguente stabilizzazione del risultato. Confermando che, in un settore come quello degli interventi sui disagi sessuali, l’uso di nutraceutici può andare solo ad integrare la terapia sessuale e farmacologica vera e propria orientata più fattivamente alla risoluzione del sintomo sessuale.

dr. Anna Carderi