«

»

Gen 27

Sesso procreativo e piacere sessuale nelle coppie infertili

fecondazione eterologa psicologo romaIl concepimento di un figlio è un obiettivo importante della formazione di una famiglia, tanto che il mancato raggiungimento di questo traguardo è una delle cause della crisi e dei problemi all’interno della coppia (Fahami F, et al., 2009).

La situazione si complica nel caso di coppie con perdita di gravidanza ricorrente (RPL) o con diagnosi di infertilità.

L’esperienza di infertilità colpisce le coppie nei loro domini esistenziali, fisici, emotivi e interpersonali (Verhaak CM, et al. 2007) ed è associata a stress fisico, economico, psicologico e sociale.
Inoltre, poiché il piacere sessuale è più il risultato della mente che del corpo, ci si può aspettare che la relazione sessuale sia influenzata dalle conseguenze della sterilità e che questa sensazione interferisca con la capacità di godere dell’attività sessuale stessa (Zabihi Rigcheshme M, et al., 2012). Tanto che, la programmata richiesta di prestazioni sessuali finalizzata connota il rapporto sessuale in modo negativo, con conseguente blocco del desiderio e ansia da concepimento (Carderi A, 2017).

Il sesso diventa meccanizzato e l’intimità diminuisce drasticamente, aggravando lo stress della coppia (Mahlstedt PP,2010).
Il rapporto sessuale, ad esempio, può perdere la sua spontaneità perché è mirato a “fare il bambino” ed è strettamente limitato ai giorni “fertili” e diventare fonte di stress soprattutto per i partners che si sentono progressivamente degradati al ruolo di “donatori di sperma”(Wischmann TH, 2010).

La necessità di avere rapporti sessuali in momenti specifici può avere un notevole effetto negativo anche sul desiderio e sulla funzione sessuale (Daniluk JC, 1997).

I rapporti sessuali, diventano stressanti e a loro volta fonte di stress! La donna pur di diventare madre, glissa spesso sul desiderio sessuale e sulla dimensione del piacere.

L’uomo vive ogni possibile momento di intimità, come esclusivamente finalizzato al concepimento e quindi abitato da ansia da prestazione e soprattutto fecondazione (Carderi A,2017).

La sessualità, privata del suo valore ricreativo ed erotico e subordinata all’obiettivo diretto della gravidanza (Cousineau TM, et al., 2007) può subire un condizionamento negativo, con diminuzione della frequenza e della spontaneità dei rapporti e insorgenza di disfunzioni sessuali transitorie, quali difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, calo del desiderio, eiaculazione precoce o ritardata, impotenza secondaria, incapacità di portare a termine il coito o azoospermia transitoria come risposta alla richiesta di rapporti per l’esame post-coitale (Capitanio GL, Curotto R, 1993; Di Francesco G, 1990) e portare l’uomo ad un progressivo disinvestimento erotico dell’attività sessuale (Coëffin-Driol C, et al., 2004).

Il protrarsi nel tempo di questa “distorsione sessuale” può persino causare interruzioni della vita sessuale. La condizione di infertilità suscita, infatti, i fattori inibitori dell’esperienza sessuale intesa come evento ludico, quasi a voler banalizzare un rapporto che di fatto non può più essere finalizzato alla riproduzione (Wirtberg I, et al., 2007; Lanni N, 1996).

I fattori e i processi sopra delineati costituiscono un quadro ampio dei problemi comportamentali spesso riscontrati nella pratica clinica.

Scoprire e risolvere i problemi sessuali, identificare le preoccupazioni e aiutare le coppie a migliorare la qualità della relazione coniugale può avere un impatto significativo sull’aumento della soddisfazione sessuale e sulla prevenzione delle controversie familiari e delle loro conseguenze (Bahrami N, et al., 2010), soprattutto nel caso della coppia infertile, aiuta i pazienti a ricostruire la propria sessualità come fonte di piacere ripristinando il lato ludico, spontaneo e fantasioso della sessualità, indipendentemente dai giorni fertili (Wischmann TH. 2010) e favorire l’aderenza al trattamento (compliance) in modo da ottimizzare le possibilità di gravidanza (Wischmann TH, 2010; Ohl J, et al., 2009; Nelson CJ, et al., 2008).

Dr.ssa Anna Carderi